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Acido Acetilsalicilico a basso dosaggio in prevenzione primaria

Claudio Ferri - Università dell’Aquila – Cattedra e Scuola di Medicina Interna - Ospedale San Salvatore – U.O.C. di Medicina Interna e Nefrologia

In Europa, l’uso quotidiano di Acido Acetilsalicilico a basse dosi è raccomandato senza alcun dubbio in prevenzione secondaria, ma non in quella primaria.

Non nelle Linee Guida ESC ( European Society of Cardiology ) globali, tuttavia, ma in altre dedicate l’uso dell’Acido Acetilsalicilico può essere considerato anche in prevenzione primaria nel caso ci si trovi di fronte a un paziente diabetico ad elevato rischio cardiovascolare.
Le Linee Guida pratiche della Società di Endocrinologia e lo statement redatto congiuntamente da ADA/AHA/ACCF sono anche in favore dell’uso dell’Acido Acetilsalicilico nel paziente diabetico quando il rischio cardiovascolare a 10 anni ecceda il 10%.
Anche nelle Linee Guida dell’ESC relative alla gestione del paziente iperteso l’Acido Acetilsalicilico a basso dosaggio può essere preso in considerazione nella donna ad alto rischio pre-eclamptico, se a basso rischio emorragico a livello gastrointestinale, a partire dalla dodicesima settimana. Al di fuori dell’ambito gravidico, si afferma invece come in tutti i pazienti ipertesi con riduzione della funzione renale e/o ad elevato rischio cardiovascolare l’uso dell’Acido Acetilsalicilico a basso dosaggio dovrebbe essere preso in considerazione, una volta raggiunto il buon controllo pressorio.

A rafforzare il senso di tale assunto, la stessa ESC ha recentemente pubblicato nel 2014 un position paper in cui l’uso dell’Acido Acetilsalicilico viene razionalizzato, proponendo un algoritmo molto semplice per guidarne l’uso anche in prevenzione primaria. Tale position paper è stato successivamente accettato anche in un documento intersocietario italiano ( Figura 1 ), in cui si scrive come sia allo stato dell’arte attuale da supportare un approccio pragmatico, proponendo l’uso dell’Acido Acetilsalicilico a basse dosi in prevenzione primaria nei pazienti ad alto rischio, definito come 2 o più eventi cardiovascolari maggiori ( morte, infarto o ictus ) previsti per 100 soggetti-anno e che non siano a rischio aumentato di sanguinamento.

In sintesi, pertanto, tanto la ESC quanto le Società italiane preposte alla prevenzione cardiovascolare concordano nel supportare cautamente l’uso dell’Acido Acetilsalicilico anche in prevenzione primaria, atteso che vengano esclusi i pazienti a rischio cardiovascolare più basso e/o a più elevato rischio emorragico; e si consideri il rischio oncologico individuale ( Figura 1 ).

Questo ultimo aspetto, in particolare, rappresenta il futuro per l’Acido Acetilsalicilico, ma secondo qualcuno è in realtà già il presente. L’uso cronico di Acido Acetilsalicilico a basso dosaggio, infatti, in una meta-analisi che ha preso in considerazione 51 trial clinici per un totale di 77.549 pazienti in prevenzione primaria, 40.269 dei quali in trattamento con Acido Acetilsalicilico e 37.280 di controllo, ha dimostrato di indurre una significativa riduzione della mortalità per cancro [ trattati versus non-trattati = 562 vs 664 morti, rispettivamente; odds ratio, OR = 0.85, intervallo di confidenza al 95% pari a 0.76,0.96, p=0.008, dati da 34 studi per un totale di 69.224 pazienti ], riducendo in particolare l’incidenza di neoplasie del colon-retto e le metastasi a distanza.

Come puntualizzato recentemente dalla Task Force governativa statunitense per la prevenzione, pertanto, i benefici derivanti dall’uso di Acido Acetilsalicilico in prevenzione secondaria sono fuori discussione. In quella primaria detti benefici sembrano – sommando insieme prevenzione cardiovascolare ed oncologica – positivi nella popolazione di età compresa tra 40 e 69 anni, per entrambi i generi.
Ci sono però ancora aree di incertezza, relate al rischio emorragico, che dovranno essere analizzate ulteriormente dai dati in divenire.
L’uso di algoritmi semplificati può in questa impaziente attesa già guidarci anche in prevenzione primaria.

Acido Acetilsalicilico a basso dosaggio in prevenzione primaria